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Mondiali

Mi trovavo a Ischia, era il 1983, un anno dopo la vittoria ottenuta dalla nazionale di calcio ai mondiali in Spagna, ero andato in discoteca con alcuni protagonisti di quella fantastica impresa: il goleador azzurro Paolo Rossi, Bruno Giordano, indimenticato bomber della Lazio e tra i convocati da Enzo Bearzot, e altri giocatori del Napoli.

All’uscita, i due attaccanti, ma soprattutto Rossi, vennero letteralmente assaliti da alcuni scugnizzi, desiderosi di avere un autografo. Nell’entusiasmo generale, venni scambiato per uno dei calciatori, ma il leader del gruppo fu perentorio: “Chillo nun è nisciùnu, lascio stà!”

Quasi subito, però, tornò sui suoi passi. Si avvicinò e mi invitò ad aggiungere anche il mio nome sul foglio firmato da Rossi e Giordano. “E ja! Fammi ’na autografo!”, disse quasi impietosito. Gli confermai di essere solo un amico dei due campioni e una spontanea risata concluse quel simpatico siparietto.

Liberamente tratto dal libro “Sono Nessuno! Il mio lungo viaggio fra arte e vita. Gerardo Sacco, conversazione con Francesco Kostner”