loading

Maria Grazia Cucinotta

Vorrei dirle milioni di volte “grazie !”, ma lei non si aspetta questo da me. Le basta sapere che ha portato una ventata di gioia nella mia vita e che per questo le sarò grato per sempre. Siciliana lei, calabrase io, condividiamo l’idea che il nostro sud può farcela e non essere sempre ultimo nelle classifiche per mala sanità, lavoro, trasporti, servizi sociali. E’ un progetto inespresso che ci lega : umanistico e artistico.

I gioielli sono una parte marginale del nostro rapporto. Quando Maria Grazia indossa i miei gioielli contribuiscono solo ad arricchire la sua straordinaria bellezza.

La prima volta ci hanno presentati a NYC alla fine degl’anni ’80 ma fu nel 2007 che ci rincontrammo a una cena e lei mi chiese di raccontarle la mia storia. Alla fine del mio racconto lei mi disse: “Amo i gioielli che crei e ho molta considerazione del tuo talento. Per questo, con piacere, e senza alcun tipo d’ impegno da parte tua, d’ora in avanti i tuoi gioielli saranno i miei”.

La bellezza mediterranea di Maria Grazie è legata da molti anni ai miei gioielli. Non avrei mai potuto pensare di potermi permettere un cachet del suo livello, lei ha fatto sempre tutto per passione.

Liberamente tratto dal libro “Sono Nessuno! Il mio lungo viaggio fra arte e vita. Gerardo Sacco, conversazione con Francesco Kostner”