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Gli inizi

La mia prima opera fu una collana di cuticchie: piccole pietre marine, dalle forme più varie, che l’acqua modella e trasforma in sassolini lisci. La espongo ancora oggi con orgoglio, perché rappresenta l’inizio del cammino che ho seguito fin da ragazzo per valorizzare l’identità del territorio.

Vincenzo Campana, un insegnante che frequentava assiduamente il laboratorio, rimase particolarmente colpito da quel lavoro per la novità concettuale che esprimeva e la semplicità con cui era stato concepito. “Somiglia a un gioiello etnico”, disse, facendomi i complimenti.

 

Liberamente tratto dal libro “Sono Nessuno! Il mio lungo viaggio fra arte e vita. Gerardo Sacco, conversazione con Francesco Kostner”

La prima esperienza in laboratorio orafo

Adolescente, entra per la prima volta in un laboratorio orafo, diventando il garzone di noto gioielliere della città. Si specializza poi presso la Scuola d’Arte “Benvenuto Cellini” e nel 1963 ritorna a Crotone e apre il proprio laboratorio e fonda la sua azienda.

Da Firenze a New York

Il primo successo del Maestro arriva nel 1967, alla 31a Mostra Internazionale dell’Artigianato a Firenze, dove rappresenta con orgoglio la tradizione orafa calabrese ottenendo un grande successo. Sono appena gli anni 70 e Gerardo Sacco riceve il Diamonds International Awards, oscar mondiale della gioielleria patrocinato dalla De Beers, per i gioielli "Il giorno e la notte". A New York si tiene la sua prima mostra internazionale.