loading

Dive 80

….non posso dimenticare Brooke Shields. Ci siamo frequentati per un lungo periodo; in senso artistico, sia chiaro! Una volta venne in Italia e praticamente non la lasciai un attimo. A New York mi restituì la cortesia. Organizzò una festa alla quale erano presenti famosi attori. Pensavo fosse un’occasione come un’altra, in cui il mondo del cinema s’incontra, invece era una serata in mio onore.

Me ne resi conto solo quando Brooke, a un certo punto, mi presentò ai suoi amici parlando dei miei gioielli come di capolavori senza pari. Si era innamorata di un cagnolino bianco. Sembrava un batuffolino di lana, tanto era piccolo e delicato. Il giorno dopo le feci trovare quel simpatico animaletto in uno scatolo infiocchettato. Era così minuto che lo teneva all’interno della camicetta, accarezzandolo continuamente. Era una scena simpaticissima che Brooke rese ancora più divertente: “Stai buono. Non sai come sei fortunato! Chissà quanti vorrebbero trovarsi al tuo posto!”.

Sono molto affezionato anche a Ornella Muti. È una donna dolcissima, legatissima ai figli. Fu mia ospite a Crotone e Diamante e partecipò a una mia sfilata a Soverato. Era bellissima. Com’è oggi, d’altra parte. Mi ha fatto enorme piacere rivederla a Taormina e consegnarle il premio alla carriera.

Non posso dimenticare Laura Antonelli. La notizia della sua morte mi ha molto rattristato. L’avevo conosciuta subito dopo la fine del lungo rapporto con Jean-Paul Belmondo. I giornali parlarono molto di noi, stravolgendo la realtà. Ero un orafo in sella, se così si può dire, e quindi un legame sentimentale, o un flirt, con la Antonelli, poteva starci. Ma non era vero.

Un giorno, in piazza del Popolo a Roma, fummo fotografati da lontano mentre ammiravo un bellissimo anello che portava al dito. Quello scatto divenne la “prova provata” della nostra liaison alla quale, addirittura, un settimanale dedicò la copertina. Per rispetto della mia famiglia e per mettere fine ai pettegolezzi, decisi di non incontrarla più pubblicamente.

Devo ricordare anche Zeudi Araya, una donna bellissima, che conobbi mentre posava per un servizio fotografico.

Un simpatico episodio, invece, riguarda Edwige Fenech. La invitai a Ischia, al tradizionale meeting estivo di Franco Campana. Chiesi al mio autista, Antonio Papallo, mio amico d’infanzia, di accompagnarla da Roma a Napoli e, in traghetto, fino all’isola.

In albergo notai un’espressione insolita sul suo volto. Gli domandai se fosse successo qualcosa: “Gerà lasciami stare! Non puoi immaginare cosa ho passato. Ho visto la Fenech dormire per ore accanto a me. Non ho smesso di guardarla un attimo, con il rischio di perdere il controllo della macchina e finire fuori strada!”.

Liberamente tratto dal libro “Sono Nessuno! Il mio lungo viaggio fra arte e vita. Gerardo Sacco, conversazione con Francesco Kostner”