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Amfar

Ogni gioiello ha una storia. Un valore. Un significato. Parla delle persone, delle emozioni, delle circostanze che mi hanno ispirato. Dei sentimenti che hanno sollecitato il mio senso artistico. Sono particolarmente legato alla collana con la quale nel 1989 concorsi all’asta di beneficenza organizzata a New York a favore dell’Amfar, la Fondazione a supporto della ricerca sull’Aids.

È stata proprio Liz Taylor, madrina dell’evento, a chiedermi di partecipare. Ero molto indeciso, mi lusingava la stima che l’attrice mi confermava anche in quella circostanza, ma ritenevo l’evento fuori dalla mia portata. Quasi un azzardo, mettermi sullo stesso piano delle prestigiose griffe che avevano realizzato i gioielli per l’asta.

Ogni gioiello, custodito in una busta anonima, aveva un numero. A me era stato assegnato il 47 e quando venne annunciato che alla mia opera erano andati i maggiori consensi, rimasi incredulo. Tra gli applausi del pubblico e i flash dei fotografi raggiunsi il podio emozionatissimo. Considero questa collana un portafortuna.

Il 7 dicembre 2011, dopo la morte di Liz Taylor, è stata messa nuovamente all’asta dalla prestigiosa boutique americana Joseph DuMouchelle.

Liberamente tratto dal libro “Sono Nessuno! Il mio lungo viaggio fra arte e vita. Gerardo Sacco, conversazione con Francesco Kostner”